Tridentina Avanti!

Intenti

L'Associazione Fanfara Alpina Tridentina fa tesoro
degli ideali alpini e dei valori di cui la Fanfara della Brigata Alpina Tridentina,
ora sciolta, fu depositaria.

img027

Time

Archivio Notizie

Home arrow Gli Eroi Alpini arrow Ferdinando Urli
Ferdinando Urli Stampa E-mail
15 - Ferdinando Urli x sito.jpg

URLI FERDINANDO, di Giovanni e di Rosa Mentil, nacque a Steierdorf in Austria il 21 settembre 1893 e morì in combattimento sul Monte Pasubio il 18 ottobre 1916.

Nato in Transilvania, dove il padre era emigrato per ragioni di lavoro, e rientrato in Italia, studiava nel Seminario Arcivescovile di Udine allorché, nel febbraio 1915, venne chiamato alle armi ed arruolato nell'8° reggimento alpini. Entrato in guerra nel maggio successivo, al termine di un corso per allievi uffi­ciali di complemento venne nominato aspirante e, dal 1° novembre, sottotenente nel 4° alpini. Assegnato al battaglione «Aosta», 41a compagnia, combattè su Monte Rosso, a Dolie, sui ghiacciai dell' Adamello, per la conquista del « Crozzon del Diavolo». Promosso tenente per merito di guerra, fu decorato di medaglia di bronzo al v. m. il 19 settembre 1916 per il combattimento sul Roccione Lora e di medaglia d'argento un mese dopo, il 9 ottobre, sul Pasubio. Fu quindi l'eroico pro­tagonista dell'attacco al «Dente del Pasubio», una delle imprese di montagna più ardue. Offertosi spontaneamente di guidare un nucleo di circa quaranta volontari del battaglione, agendo di sorpresa contro le trincee avversarie, nel pomeriggio del 17 ottobre, iniziato l'attacco e attraversato con slancio un breve tratto scoperto, si inerpicò audacemente lungo le pareti rocciose del « Dente » e seguito da sette dei suoi alpini balzò nelle trincee nemiche, portando lo scompiglio nel presidio e cattu­rando numerosi prigionieri. Rafforzatosi sulla posizione, eroicamente resistette ai violenti ripetuti contrattacchi sferrati dall'avversario per rioccupare l'importantissima trincea perduta. La lotta durò accanita per tutta la giornata del 18 e la notte successiva. Nell'ultimo e più violento attacco, circondato e stretto da presso, scom­parve nella mischia ingaggiatasi a colpi di bombe a mano e all'arma bianca. Nell'annotare la proposta per la concessione di medaglia d'oro al valoroso ufficiale, il suo comandante di divisione scrisse : «... ho assistito a questa epica lotta e non ho mai visto prove di valore più sublimi in tutta questa guerra di quelle date dal tenente Urli». E la motivazione con la quale, con d. l. del 3 gennaio 1918, fu concessa alla di lui memoria la massima ricompensa al v. m., dice: « A capo di un energico manipolo di volontari, con mirabile ardimento si slanciava per primo nelle trincee nemiche, fugandone il presidio e catturandovi un numero di avversari cinque volte superiore a quello dei suoi soldati. Per tren­tasei ore dava continua, fulgida prova di coraggio, opponendo una ostinata resi­stenza ai sempre più violenti attacchi nemici. Circondato dall'avversario si rifiutava di arrendersi, seguitando coi pochi suoi superstiti a battersi con bombe a mano e colla baionetta, finché, sopraffatto dal numero degli assalitori e colpito a morte, cadde eroicamente sul campo. — Dente del Pasubio, 17-19 ottobre 1916».

 
© 2003 / 2019 Associazione Fanfara Alpina Tridentina