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Carlo Buffa di Perrero Stampa E-mail
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BUFFA di PERRERO CARLO, di Vincenzo e di Carolina Antonielli di Castigliole, nacque a Torino il 20 dicembre 1867 e morì in combattimento nei pressi di Castagnevizza il 5 novembre 1916.

Nato da nobile famiglia piemontese, studiò nel Collegio Militare di Milano e, passato alla Scuola Militare di Modena nell'ottobre 1885, due anni dopo ne uscì sot­totenente di fanteria. Assegnato al 50° reggimento, fu inviato, nel 1890, in Africa e promosso tenente rimpatriò nel 1892. Nel gennaio 1896 passò negli alpini, asse­gnato al 4° reggimento, e nel 1903, con la promozione a capitano, fu trasferito al 2° alpini. Nell'aprile 1914 fu in Tripolitania col battaglione « Fenestrelle » del 3° alpini ed ebbe un encomio solenne pel fatto d'arme di Chaulam. Rientrato in Italia nell'agosto dello stesso anno e promosso maggiore nel febbraio 1915, fu mobilitato nel maggio per la dichiarazione di guerra all'Austria. Al comando del battaglione « Cadore » del 7° alpini, meritò una medaglia d'argento al v. m. nelle operazioni per la conquista del Monte Cristallo ove si condusse brillante­mente, benché due volte ferito. Ritornato al fronte dopo le cure in ospedale, con la promozione a tenente colonnello, nell'agosto 1916, assunse il comando del 138° reggimento fanteria della brigata «Barletta» con il quale raggiunse la zona carsica, nell'imminenza dell'offensiva autunnale. Ricevuto l'ordine di attac­care le posizioni austriache nella zona di Castagnevizza, il 1o novembre 1916, guidando personalmente i suoi battaglioni, superò di slancio la prima linea ne­mica e con un secondo balzo portò il reggimento fin sulla seconda linea, incal­zando l'avversario e catturando numerosi prigionieri. Ripresa la marcia in avanti e quando già gli obiettivi fissati dal comando della Divisione erano stati raggiunti, una granata nemica lo colpì in pieno, troncando la nobile vita. Alla sua memoria fu concessa, con d. l. del 15 marzo 1917, la medaglia d'oro al v. m. con la se­guente motivazione: « Alla testa del suo reggimento, con sereno sprezzo del pericolo, lo condusse alla conquista di una forte e contrastata posizione nemica. Superatala, con mera­viglioso ardimento e mirabile slancio, sempre in prima linea, proseguì nell'azione, inseguendo il nemico, frustrandone ogni tentativo di resistenza e spingendosi fino alla linea più avanzata del campo di battaglia. Ivi, con insuperabile serenità ed incrollabile fermezza, per una intera notte e fino al mezzogiorno dell'indomani, seppe col suo valoroso reggimento resistere agli accaniti contrattacchi dell'avver­sario ed alle sue ripete minacce di avvolgimento, assicurando così la completa, brillantissima vittoria conseguita dai nostri nel pomeriggio dello stesso uomo. Sulla stessa linea più avanzata, trovò morte gloriosa, mentre si studiava di affer­mare la vittoria col consolidamento delle posizioni conquistate. — Locvizza, Kastanjevizza, 1-4 novembre 1916».

 
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