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L'Associazione Fanfara Alpina Tridentina fa tesoro
degli ideali alpini e dei valori di cui la Fanfara della Brigata Alpina Tridentina,
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GIOPPI ANTONIO, di Giacomo e di Maria Cofler, nacque a Sermide di Mantova il 7 luglio 1863 e morì in ospedale a Schio il 14 ottobre 1916 in seguito a ferite riportate in combattimento.

Nato da nobile famiglia, fu militare per vocazione. Arruolatosi volontario nel marzo 1881 e frequentata la Scuola Militare di Modena, ottenne le spalline di sottotenente due anni dopo, assegnato al 62° reggimento fanteria e la promo­zione a tenente nel 1886. Nel 1897, promosso capitano, fu trasferito al 61° fan­teria. Nel 1901 passò nella specialità alpini, nel 7° reggimento, assumendo il co­mando di un battaglione nel 1910 con la promozione a maggiore. Nel maggio 1915 entrò in guerra al comando del battaglione « Val Piave » col grado di tenen­te colonnello e nella zona delle Tre Cime di Lavaredo, a Monte Piana, sopra Misurina, ebbe il battesimo di fuoco. Con la promozione a colonnello, nell'agosto successivo, assunse il comando del 70° reggimento fanteria « Ancona » e lo ten­ne per qualche mese, combattendo prima in Val Comelico e poi ad Oslavia nel novembre 1915 ove meritò una medaglia d'argento al v. m. Nel maggio 1916, ritornato negli alpini, durante l'offensiva austriaca nel Trentino assunse il coman­do del VI Gruppo Alpini e lo condusse valorosamente nei combattimenti nell'al­ta Val Posina ove, fermato il nemico, resistette coi suoi battaglioni non i soli tre giorni che gli erano stati chiesti dal comando del Corpo d'Armata per dar tempo a radunare e fare affluire in linea le truppe di rinforzo, ma oltre due mesi, dal 18 maggio al 25 luglio, fino alla vittoriosa azione controffensiva sul Passo delle Borcole. Fu decorato della Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia per il discerni­mento, l'energia, la perizia e il coraggio dimostrati in combattimento. Quindi sul Pasubio partecipò alle operazioni iniziate il 1 ° settembre per liberare la Vallarsa dalla minaccia austriaca proveniente dall'Alpe di Cosmagnon, e che portarono alla con­quista di quell'Alpe, del Coston di Lora e del Dente inferiore. Il 13 ottobre, du­rante un accanito combattimento per la conquista del Dente del Pasubio, cadde mortalmente ferito da scoppio di granata e morì il giorno dopo nell'ospedale di Schio. Con d. l. del 26 ottobre 1916, venne conferita alla memoria del valente e valoroso ufficiale la medaglia d'oro al v. m. con la seguente motivazione: « Comandante di un gruppo alpini, impresse alle sue truppe tale slancio, e col suo grande ascendente morale, trasfuse in esse tale ardimento, che, nonostante le gravi difficoltà, trionfava della fiera resistenza di un nemico in forze e risoluto, conquistando importanti posizioni ed affermandovisi. Sprezzante di ogni pericolo, seguendo da presso le colonne moventi ai sanguinosi attacchi, pronto ad interve­nire di persona quando le circostanze lo richiedessero, il 13 ottobre, al suo posto di comando, battuto da micidiale fuoco avversario, cadeva mortalmente colpito da una granata nemica. — Monte Pasubio, 9-13 ottobre 1916».

 
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