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Luigi Pettinati Stampa E-mail
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PETTINATI LUIGI, di Domenico e Teresa Calcagno, nacque a Cavatore di Alessandria il 7 giugno 1864 e morì nell'ospedaletto da campo n. 20 il 19 giugno 1915 per ferite riportate in combattimento sul Monte Nero.

Dalla Scuola Militare di Modena, dove fu ammesso come allievo nel dicembre del 1881 uscì con le spalline di ufficiale il 28 luglio 1883, destinato al 44° reggi­mento fanteria. Promosso tenente nel 1886, l'anno successivo, passò nella specia­lità alpini, destinato al 2° reggimento di cui fu anche aiutante maggiore in seconda. Con la promozione a capitano nel giugno 1897 fu trasferito al 1° reggimento alpini e, dopo qualche anno, al 3° reggimento. Maggiore dal 1° ottobre del 1910 e tenente colonnello dal 1° luglio 1914, alla dichiarazione di guerra all'Austria il 24 maggio 1915, alla testa del battaglione « Pinerolo» varcò il confine, giungendo a Caporetto, sulla destra dell'Isonzo. Assunto il comando del gruppo alpini « B », che col gruppo « A » faceva parte del IV C. d'A., della 2° Armata, ebbe l'incarico di espugnare il massiccio del Monte Nero, con aggiramento dalla destra in concorso con le truppe destinate all'attacco frontale. Nella notte del 3 1 maggio con i battaglioni « Susa » e « Val Pellice » attaccò il costone Vrata-Vrsic con tale slancio da riuscire rapidamente ad occuparlo e ad attestarvisi, respingendo i violenti attacchi del nemico che con la perdita di tale posizione vedeva seriamente minacciato il sistema difensivo del monte e le comunicazioni tra Tolmino e Plezzo. Nei successivi giorni, poi, con arditissime azioni, felicemente riuscite, occupò la quota 2102 sulla cresta tra il Vrata e Monte Nero e la quota 2076 sul versante orientale del Vrata aprendo le vie verso il Monte Nero, il Veliki Lemez e la testata di Val Lepenje. Disposti quindi i battaglioni nelle zone della cresta che più si prestavano ad una sicura difesa, eseguì ardite ricognizioni per meglio studiare e predisporre l'attacco al Monte Nero. Nella imminenza della battaglia, il mattino del 9 giugno volle ancora una volta recarsi tra i suoi alpini e mentre scendeva il sentiero che dalla cresta si snodava verso la valle veniva gravemente ferito all'addome da una pallottola di fucile. Morì dieci giorni dopo in ospedale da campo, a Caporetto, quando si era conclusa felicemente l'azione per la conquista del Monte Nero, avvenuta il 16 giugno ad opera dei suoi battaglioni « Susa » ed «Exilles». Gli fu conferita la medaglia d'oro al v. m. con d. l. 14 settembre 1915 e la seguente motivazione: « Con molta energia, singolare perizia e coraggio mirabile, superando difficoltà ritenute insormontabili, seppe condurre le forze a lui obbedienti alla conquista dell'importantissimo, aspro, impervio contrafforte Potoce - Vrata- Vrsic, rendendo così possibile larga successiva operazione della conquista di M. Nero. Gravemente ferito da palla nemica, pochi giorni dopo decedeva. — Potoce - Vrata - Vrsic, 31 maggio e Za Kraju, 9 giugno 1915».

 
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