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degli ideali alpini e dei valori di cui la Fanfara della Brigata Alpina Tridentina,
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Vittorio Varese Stampa E-mail
03 - vittorio varese x sito.jpg VARESE VITTORIO, di Edoardo e di Feliciana Banchetti, nacque a Vercelli il 9 gennaio 1884 e morì nell'ospedaletto da campo 021 il 30 novembre 1915.

Nel liceo « Botta » di Ivrea conseguì la licenza liceale, quindi, superati brillantemente gli esami ed ammesso alla Scuola Militare di Modena, ne uscì sottotenente in servizio effettivo nel settembre 1904, assegnato al 4° reggimento alpini. Promosso tenente tre anni dopo, si segnalò nel 1908 nell'opera di soccorso alle popolazioni Calabro - sicule funestate dal terremoto. Nel settembre 1913 partì per la Libia dove prestò servizio nel battaglione « Fenestrelle » del 3° reggimento alpini. Rientrato in Italia e destinato al 4° reggimento nell'agosto 1914, con la promozione a capitano nel dicembre successivo tornò al 3° alpini assegnato al battaglione «Susa». Comandante la 351 compagnia dello stesso battaglione, che faceva parte del gruppo alpini « B » comandato dal tenente colonnello Pettinati, passò il confine il 24 maggio 1915. Dopo aver preso parte alle brillanti azioni che portarono al possesso della conca di Caporetto e alla rapida occupazione del costone del Vrata, dove il suo comandante di gruppo fu decorato di medaglia d'oro al v. m., partecipò, unitamente all'84a compagnia, alla conquista del massiccio del M. Nero. Per tale ardita azione, ricevuto l'ordine di attaccare i due cocuzzoli antistanti le posizioni avanzate di M. Potoce verso M. Nero (quota 2138 e quota 2133) fortemente preparate a difesa, la notte del 16 giugno si portò con due colonne, di due plotoni ciascuna, sotto le trincee nemiche e con slancio ammirabile, precedendo i suoi alpini conquistò verso l'alba, il primo obiettivo, quota 2138, catturando duecento prigionieri ed abbondante materiale di guerra. Malgrado il fuoco nemico e le perdite subite, fra cui, dolorosa, quella dell'unico suo subalterno, il sottotenente Vallero, attaccò subito anche il secondo obiettivo, quota 2133 e se ne impadronì infliggendo all'avversario gravi perdite e la cattura dei superstiti del presidio. Per la memorabile impresa gli fu conferita, con r. d. 19 agosto 1921, la medaglia d'oro al v. m. con la seguente motivazione: « Sebbene febbricitante, posto all'avanguardia di un attacco contro formidabile posizione nemica, guidava la sua compagnia con eroico slancio, e, caduti tutti gli ufficiali, precedendo il reparto, penetrava nei successivi forti e ben difesi trinceramenti nemici, determinando la conquista della posizione e facendo numerosi prigionieri e grosso bottino di guerra. Già distintosi in precedenti azioni. - M. Nero, 31 maggio e 16 giugno 1915».
Nell'ottobre dello stesse anno, combattendo sui Mrzli, fu decorato di medaglia di bronzo. Nel novembre successivo, per non abbandonare il comando del reparto nell'imminenza di un'azione già predisposta sul Vodil, trascurò ogni cura e colto eia violenta febbre fu costretto al ricovero in ospedale.
   

 
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